ALCUNE INDICAZIONI IMPORTANTI PER I LETTORI
Con queste brevi indicazioni si vuole puntare a fare crescere sempre di più la qualità della celebrazione eucaristica domenicale, non per fare “bella figura” o perché deve essere una bella “Cerimonia”. Ciò che si svolge in chiesa è una liturgia sacra, che deve parlare di Dio e non di esibizioni, di pubblicità di persone o iniziative che non centrano niente con ciò che Dio vuole comunicare al suo popolo. Per questo vogliamo fare un primo passo di crescita prendendo in considerazione la proclamazione della Parola nelle nostre messe, aiutando così chi parteciperà alle liturgie della nostra parrocchia ad accorgersi che quello che si sta facendo in chiesa è molto importante per la nostra vita cristiana e per le nostra comunità.
COME PROCLAMARE LA PAROLA DI DIO
La lettura (o, meglio, la proclamazione) in assemblea è il risultato di due operazioni che tutti facciamo normalmente: leggere e parlare. Il carattere pubblico della lettura, però, richiede il rispetto di alcuni principi:
- 1. non si legge in assemblea come si legge personalmente un giornale o un romanzo;
- 2. non si parla in assemblea come si fa conversando fra due o tre persone.
- 3. a queste osservazioni, valide per qualsiasi lettura in pubblico, se ne aggiunge un’altra che è caratteristica della proclamazione dei testi sacri in una celebrazione: è Cristo “che parla quando nella Chiesa si proclama la Sacra Scrittura”. Che il Signore parli nell’assemblea dipende dunque, almeno in parte, dal modo con cui il lettore svolge il proprio compito.
Prima dell’Eucaristia
- Arrivare almeno 10 minuti prima dell’eucaristia
- Chiedere al sacerdote se ci sono lettori che già sono stati invitati a proclamare la Parola; oppure i lettori avvisano per tempo il sacerdote che presiede.
- Prepararsi la lettura prima della messa ( leggendola più di una volta) e chiedere al sacerdote chiarimenti se si trovano delle parole o dei nomi difficili da pronunciare. Se possibile controllare prima della messa che il Lezionario, posto sull’ambone, sia posizionato sulla pagina giusta per non trovarsi al momento delle letture con la pagina sbagliata e leggere così la lettura non corrispondente.
Durante l’Eucaristia
Per chi legge l’ACCOGLIENZA
- Preparare una breve accoglienza da leggere subito dopo il saluto iniziale (“il Signore sia con voi….”)
- È preferibile che chi legge l’accoglienza legga anche le preghiere dei fedeli.
- L’accoglienza e le preghiere vanno lette preferibilmente su un microfono laterale, non su quello dell’ambone. .
- Il lettore preparerà per tempo sia le preghiere che l’accoglienza
- Posizionare sempre il microfono diretto alla bocca mantenendosi ad una distanza di circa di 10 centimetri (massimo).
Per chi proclama le LETTURE
Il lettore si sposterà verso l’ambone (cioè il luogo da cui si proclamano le letture). non prima che sia concluso ciò che precede (orazione, lettura o canto). Uno spostamento calmo prepara l’uditorio ad ascoltare con attenzione.
- Non si leggono mai i titoli (es: Accoglienza- Preghiere dei fedeli- Prima lettura- Seconda lettura; …).
- Il foglietto delle letture non va portato all’ambone: il foglietto può disturbare durante la proclamazione perché non è stabile; non è molto elegante vedere un foglietto sull’ambone; le parole sul lezionario sono 5 volte più grandi di quelle stampate sul foglietto e quindi più facili da leggere.
- Quando si esce per andare a proclamare le letture, fare sempre un inchino (non una genuflessione) verso l’altare.
- Ricordarsi di posizionare in modo giusto il microfono.
- Si inizia a leggere così: “dal libro dell’ Esodo”, mai leggere l’indicazione “Prima Lettura”, “Seconda Lettura”, tanto meno “Salmo Responsoriale”. Queste sono solo indicazioni per il lettore e non parole contenute nella Bibbia e non servono come informazione utile all’assemblea perché è già chiaro a tutti in quale momento della celebrazione ci si trovi.
- Leggere le letture lentamente, pronunciando bene le parole senza mangiarsi le vocali finali. Le frasi vanno lette con un buon ritmo che il lettore dovrebbe saper rendere. Si tratta del modo in cui viene regolata la successione delle sillabe e delle parole. Per rendere bene il ritmo di una frase, è necessario stabilire prima ( durante la lettura di preparazione) tutte le pause. In alcuni casi, inoltre, si tende a leggere troppo in fretta. Ricordiamo che chi ascolta ha bisogno di tempo per poter organizzare i suoni che sente in una frase dotata di senso. E questo dipende dalle pause e anche dalla velocità con cui si parla. La velocità, in particolare, dovrebbe essere decisamente più lenta che nella comune conversazione. Ricordarsi che quello che si legge è PAROLA DI DIO.
- Finita la prima lettura si dice: “Parola di Dio” e non “è Parola di Dio”: questo per il semplice motivo che non siamo noi che diamo autorevolezza alla Parola di Dio (aggiungendo l’ “è”), ma è di per se stessa autorevole (la Parola viene da Dio, non da un pinco pallino qualsiasi).
- Finita la prima lettura, si aspetta qualche istante per staccarla dal Salmo Responsoriale e poi si inizia il Salmo senza dire “ripetiamo assieme…” . Si legge direttamente il ritornello che si intercalerà ad ogni strofa del salmo (se l’assemblea non ricorda bene il ritornello, il lettore lo ripete assieme senza sovrastare l’assemblea).
- Finita la seconda lettura, il lettore va al posto se si canta l’alleluia e il versetto (che si dice anche “acclamazione al Vangelo”); legge il versetto se invece viene cantato solo l’alleluia. Per sapere come agire e non trovarsi in balia di sguardi incerti e imbarazzati, è bene che il lettore si informi prima della messa dal direttore del coro o dal sacerdote stesso sulle modalità con cui si svolgerà l’acclamazione al vangelo.
- Terminata la lettura, prima di allontanarsi, il lettore dovrebbe fare una breve pausa, attendere la risposta dell’assemblea (cioè “Rendiamo grazie a Dio”) e non scappare subito via come alla fine di un compito sgradevole.
Per chi legge le preghiere dei fedeli
- Si invita sempre l’assemblea a pregare dicendo: “preghiamo insieme e diciamo: ascoltaci, Signore”.
- Finite le preghiere si resta sul microfono laterale (o se non c’è, sull’ambone) e si scende al posto solo dopo la preghiera del sacerdote


