Delle cronache di Narnia: L’ultima battaglia per dire si alla Vita e alla Bellezza
3 agosto 2008L’ultima battaglia.
Da questo racconto di C. S. Lewis, racconto che chiude anche le narrazioni delle Cronache di Narnia, prenderà avvio e ispirazione il nostro secondo campo scuola parrocchiale.
Perché l’ultima battaglia, la battaglia del compimento del tempo? Innanzitutto, perché abbiamo bisogno di raccontare le cose grandi e ultime in maniera che interessino e poi perché in un contesto culturale come il nostro in cui è messa fortemente in crisi la cultura della vita, abbiamo bisogno di dire a noi stessi e di comunicarlo con amore e dolcezza: che la nostra vita non si riduce ai nostri bisogni reali o fittizi. La vita è più del vestito, più dei soldi, più di un amore effimero e minacciato dalla fragilità negata.
A fronte del misero naufragio delle ideologie, in cui l’inganno si chiama Cambio ed Enigma il povero asino costretto a recitare la parte di Dio, un dio fabbricato ad arte dal perfido Cambio, abbiamo bisogno di tornare a guardare al cuore delle cose e al senso di inusitata bellezza che da esse si sprigiona.
I nostri bambini, si, sono essi la speranza e la promessa che oggi ci è donata per imparare da essi e con essi la poesia bella della vita che non illude né delude a patto che siamo capaci di esprimere il senso della vita nella gioiosa dipendenza da chi non ci inganna né ci delude.
L’ultima battaglia, quella quotidiana, quella che sfida il nostro secolarismo e la nostra borghesia rinunciataria. La battaglia dei giorni in cui siamo continuamente chiamati a relazionarci all’enigma come sistema e prigionia, o alla libertà rischiosa della fede. L’ultima battaglia, la battaglia della lotta se scegliere la violenza o la logica del seme che muore per dare fruttto, la battaglia del possesso violento o della condivisione. Temi che interessano i piccoli quanto i grandi. Temi che si propongono una cultura alternativa alla logica del male e aprono alla proposta umile e coraggiosa del Vangelo di Gesù che è risposta all’inquietante problema del male. Noi cristiani sappiamo che pur nella perseveranza del male sappiamo che l’ultima parola non è della morte e delle sue conseguenze, ma della vita sorprendente e nuova del Risorto a noi partecipata nel dono del Suo Spirito.
A voi cari catechisti e genitori è affidato questo mio messaggio, questo mio proposito, questa mia insonne fatica di servirVi e donarVi non solo il Vangelo ma la mia stessa vita, perché mi siete diventati cari.
Abbiamo appena celebrato il perdono di Assisi e il perdono è lo spazio della misericordia di Dio in cui il nostro cuore è fatto nuovo. Non temiamo di sporcarci le mani per Gesù Cristo e per la sua chiesa. I nostri Santi, Paolo, Agostino, Francesco, Antonio, Giovanni Paolo II, aiutino tutti noi ad entrare nel grande mistero dell’essere cristiani. Seneca, filosofo pagano, ci invita a non aver paura di essere ciò che siamo: dono. Ed io ho, egli dice, quello che ho donato!
Auguri a tutti noi.
Il vostro parroco e la comunità religiosa dei frati minori



il 14 marzo 2009 alle 5:36 pm
secondo me avete ragione perchè l’ultima battaglia è la più significativa per i 7 eroi di un tempo