Normative per i nubendi
Normative per la celebrazione del matrimonio nella Chiesa di Sant’Antonio in Mercato San Severino.
Si ricorda ai nubendi che la Chiesa parrocchiale di Sant’Antonio insistendo sulla Chiesa conventuale francescana omonima si caratterizza per ciò stesso della spiritualità dell’Ordine dei Frati Minori improntata alla massima semplicità e sobrietà.
Centro e cuore della spiritualità francescana è Gesù Cristo povero e crocifisso unica fonte di ricchezza per noi è la sua povertà, come ci ricorda l’Apostolo e ripetutamente il nostro Serafico Padre.
Per tanto tutte le celebrazioni dei sacramenti nella nostra chiesa risentono e riflettono l’essenzialità della fede cristiana.
Tutti i Sacramenti celebrano e glorificano l’unico sacramento Gesù Cristo Signore e la nostra adesione a Lui.
In considerazione di ciò stabiliamo che tutti i sacramenti e, a maggior ragione, il sacramento del matrimonio siano improntati alla massima sobrietà in modo tale che la forma non prenda il sopravvento sulla sostanza.
1. L’addobbo floreale è segno di amore e di glorificazione del Cristo Signore e non auto-celebrazione degli sposi. C’è una sostanziale differenza fra l’aula della Chiesa e le altre strutture di intrattenimento.
2. I fiori servono per ornare l’altare, segno e sacramento di Gesù Cristo, Sacerdote, vittima e altare del Suo divino sacrificio, e non per coprirlo o essere fiunzionalizzato ad un grande portafiori.
3. Sull’altare maggiore vi siano non più di otto composizioni; una sulla Sacra Mensa, e al massimo due sul presbiterio.
4. Non vi siano assolutamente fiori sui banchi, né ai lati degli sposi, né sul portale all’esterno della Chiesa. Questi non è altro, dall’antica iscrizione posta al suo apice che la casa di Dio, e la porta del Cielo.
5. Il riso che abbondantemente viene sciupato è pane dei poveri e dei diseredati della terra, oltre che costituire pericolo per chi vi entra e vi potrebbe scivolare.
6. Non si usino in alcun modo bombe di coriandoli per non sporcare la Chiesa e la piazza antistante la Chiesa.
7. Nella eventualità che il matrimonio si celebrasse di domenica, Giorno del Signore, per le ragioni esposte ai nn.1 e 2, l’aula ecclesiale sia preparata la sera del sabato dopo le ore 20,00.


